Le immagini di una città e di un territorio

I negativi su lastra di vetro - tecnica e conservazione

Daniela Carotti - Vanina Miguel


Le 463 lastre in vetro di negativi in bianco e nero, databili intorno agli anni ’60, costituiscono un insieme omogeneo, con soggetti che riguardano monumenti e luoghi notevoli di Cremona e del suo territorio.

La prima fase dell’intervento ha comportato l’osservazione di ogni singola lastra e il rilevamento dei dati, tecnici e conservativi, che sono stati successivamente riversati nella scheda associata ad ogni oggetto

Tecnica esecutiva

Le lastre in vetro di produzione industriale e prive di difetti apprezzabili, misurano, fatta eccezione per pochi casi, cm 13 x 18. Le immagini in negativo sono state ottenute con un’emulsione di gelatina al bromuro d’argento. Prima della stampa del positivo, spesso i fotografi intervenivano sul lato emulsione del negativo apportando modifiche e ritocchi per ottenere effetti particolari; si impiegavano diversi tipi di materiali quali nastri di carta per le bordature, le maschere ritagliate in carta gommata e incollate, le velature più o meno estese e i ritocchi con vernici trasparenti, rosse e nere,  coprenti o stese a velatura; in qualche caso si osservano profilature o ritocchi puntuali ottenuti con grafite o attraverso una vera e propria "graffiatura" dell’emulsione.

Cremona – La Cattedrale. Il negativo sul lato emulsione con le mascherature a vernice.

La stampa in positivo.

Cremona – Chiesa di S. Agata – Il lato vetro con le velature in trasparenza.Il lato emulsione con vernice rossa coprente e maschera in carta.

La stampa in positivo.

Cremona – Chiesa di S. Luca - Il negativo (lato vetro).

Graffiatura di ritocco per eliminare le figure (lato emulsione).

Particolare di figura "graffiata".

Stampa in positivo.

Stato di conservazione

Sul lato vetro le lastre si trovano generalmente in buone condizioni, in qualche caso si osservano piccole scheggiature agli angoli e/o lungo i bordi. Sulla superficie si riscontrano depositi di polvere, impronte digitali e, quando le lastre sono state conservate a contatto tra di loro con il lato dell’emulsione, colonie di microrganismi del genere muffe; in qualche caso è stata osservata la presenza di residui cerosi dovuti all’impiego di fogli di carta cerata per separare le lastre. Sul lato dell’emulsione si osserva nella quasi totalità dei casi il fenomeno dell’ossidazione detto "specchio d’argento", con l’affioramento degli ioni d’argento in superficie. Oltre alla polvere e le impronte digitali, sono frequenti piccole perdite di emulsione lungo i bordi, graffi e abrasioni, e colonie di microrganismi del genere muffe.

Su un totale di 463 lastre, 20 risultano danneggiate per rotture e incrinature del supporto di vetro. 

Scheggiature del vetro e piccole perdite di emulsione lungo i bordi.

Depositi di polvere, impronte e, evidenziate, le muffe sulla superficie del vetro.

Lato emulsione di una lastra, profilata con nastro di carta, con ossidazione (specchio d’argento) accentuata lungo i lati.

Particolare effetto di iridescenza dello specchio d’argento.

La vernice di ritocco ha "protetto" l’emulsione dall’ossidazione.

Lastra danneggiata.

L’intervento

Il restauro del materiale fotografico, risalendo a circa trent’anni fa, ha una storia relativamente recente e si ispira ai principi base del restaturo di tipo conservativo:

  • Rispetto dell’originale
  • Reversibilità dei trattamenti
  • Intervento minimo

Dalle lastre sono stati asportati con un pennello morbido i depositi presenti sulla superficie su entrambi i lati, successivamente il vetro è stato deterso con una soluzione idroalcolica; i residui cerosi sono stati rimossi mediante un solvente a base di idrocarburi leggeri.

Le lastre rotte o incrinate sono state stabilizzate con una nastro dalle caratteristiche di reversibilità e compatibilità con i materiali con cui viene a contatto (Filmoplast).

Fase di pulitura del lato vetro.

Stabilizzazione di una lastra rotta.

Stabilizzazione di una lastra rotta.

Archiviazione

I contenitori di cartone e le buste di carta, nei quali erano state riposte le lastre, sono stati sostituiti con materiali idonei alla conservazione dotati di certificazione PAT (Photographic Activity Test). Ognuna delle lastre è stata riposta in una busta a quattro lembi che minimizza i rischi di abrasione dell’emulsione e posizionata verticalmente in scatole di cartone PREMIUM PLUS fustellate, previste per il montaggio senza adesivi e punti metallici.

Le scatole contengono circa 80 lastre ciascuna. Le lastre rotte, dopo la stabilizzazione, sono collocate orizzontalmente in scatole a parte.

Archiviazione delle lastre